OVER 65, PIÙ QUALITÀ DI VITA CON CURE SU MISURA

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE VORREI IN SANITÀ. RIFLESSIONI TRA INNOVAZIONE, ETICA E RESPONSABILITÀ
Ottobre 27, 2025

La personalizzazione della cura è oggi una necessità per affrontare la sfida di una popolazione sempre più longeva e colpita da patologie croniche multiple. Nel Dossier AIFA “Dalle terapie a taglia unica alle cure su misura” (aprile 2026), viene analizzato il passaggio da una medicina standardizzata a un approccio centrato sull’unicità biologica della persona. Tuttavia, la piena attuazione di questo modello richiede di superare varie criticità legate ai costi elevati, all’equità di accesso alle tecnologie e alla gestione etica dei dati, ma anche un impegno attivo di tutti i soggetti che a vario titolo fanno parte dell’Ecosistema Sanitario Nazionale.

La personalizzazione delle cure

La medicina di precisione rappresenta un cambio di paradigma fondamentale poiché non mira a creare un farmaco specifico per ogni singolo individuo, ma si concentra sull’identificazione di sottogruppi di pazienti che condividono caratteristiche genetiche, ambientali e di stile di vita per offrire loro trattamenti mirati. Un modello esemplare in questo campo è l’oncologia, dove l’analisi dei biomarcatori, come le mutazioni EGFR o ALK nel tumore al polmone, consente l’uso di “farmaci intelligenti” capaci di colpire selettivamente la malattia risparmiando i tessuti sani. Questa personalizzazione diventa ancora più urgente a fronte dell’invecchiamento della popolazione; secondo il Rapporto Osservasalute 2023, in Italia, il 24% dei cittadini ha più di 65 anni e quasi il 70% di essi assume almeno cinque farmaci; quindi, la precisione è essenziale per gestire la politerapia ed evitare fenomeni come la “prescrizione a cascata”. In questo contesto si inserisce la prescrittomica, una nuova disciplina che applica i principi della genomica alla pratica clinica per ottimizzare i dosaggi e ridurre drasticamente il rischio di errori terapeutici.

Il supporto delle tecnologie avanzate

La rivoluzione della medicina di precisione poggia su un ecosistema tecnologico avanzato capace di interpretare la complessità biologica umana. Le scienze “omiche”, come la genomica e la farmacogenomica, permettono di leggere il DNA per prevedere la risposta individuale ai trattamenti, mentre discipline come la proteomica e la metabolomica forniscono una fotografia dinamica dello stato di salute analizzando proteine e attività cellulari. L’intelligenza artificiale agisce come il motore di questo sistema, analizzando enormi moli di dati clinici e molecolari per individuare correlazioni altrimenti invisibili e simulare scenari terapeutici complessi. A supporto di ciò, la bioinformatica crea l’architettura necessaria per armonizzare e rendere interoperabili le banche dati sanitarie tra le diverse strutture. Infine, strumenti digitali come i software di supporto clinico (CDSS) e il passaporto farmacogenomico offrono ai medici informazioni in tempo reale sulle interazioni pericolose e sulla mappa genetica del paziente, guidando le scelte terapeutiche per tutto l’arco della vita.

 I problemi da affrontare

Nonostante le grandi potenzialità, l’adozione su vasta scala della medicina di precisione deve confrontarsi con barriere strutturali e culturali significative. La sostenibilità economica è una delle criticità principali, dati gli elevati costi dei test genetici e delle terapie mirate che gravano su un sistema sanitario nazionale già impegnato in una spesa farmaceutica pubblica di oltre 26 miliardi di euro l’anno. Parallelamente, emerge il rischio di una forte disomogeneità territoriale, dove l’accesso alle tecnologie avanzate e ai test molecolari non è garantito equamente a tutti i cittadini indipendentemente dalla regione di residenza. Anche la formazione medica deve evolvere profondamente, poiché il professionista è chiamato a trasformarsi da semplice prescrittore a interprete di dati complessi, lavorando in team multidisciplinari. Infine, la gestione dei dati genomici solleva interrogativi etici delicati riguardanti la protezione della privacy e la proprietà delle informazioni biologiche, richiedendo una governance trasparente che sappia bilanciare innovazione e diritti individuali.